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Si comunica che dal prossimo lunedì,18.03.2019, lo Studio Catena finora con sede in Montesilvano Corso Umberto I 134 trasferirà la propria attività presso la nuova sede di Pescara in Via Orazio 118/124.

I nostri recapiti telefonici ed orari di ufficio resteranno invariati.

Si ringraziano tutti i clienti per la fiducia accordata.

Studio Catena

Novità Sisma Bonus 2018

Il sisma bonus è un’agevolazione fiscale che consente ai contribuenti di ottenere una detrazione IRPEF di una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi antisismici.

Introdotto dalla Legge di Bilancio per il 2017 (L. 232/2016), che ha modificato l’articolo 16 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, prevedendo una detrazione del 50%, fino ad un massimo di 96.000€ per unità immobiliare, per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche degli immobili, è stato riconfermato anche per il 2018 con alcune novità.

In via preliminare giova segnalare che con la nuova Legge di Bilancio, al fine di incentivare la messa in sicurezza degli edifici, il Governo ha ampliato la platea dei destinatari dell’agevolazione.

Il sisma bonus, invero, è stato esteso anche all’edilizia popolare e agli immobili per lo svolgimento delle attività produttive.

Attualmente, dunque, possono usufruire della detrazione coloro che effettuano interventi sull’abitazione (prima e seconda casa), sull’immobile adibito ad attività produttiva, sulle parti comuni dei condomini e sugli immobili appartenenti all’edilizia popolare.

Viepiù. Anche quest’anno, gli immobili oggetto della detrazione non sono solo quelli ubicati nelle zone 1 e 2, ma anche quelli della zona 3, considerata a medio rischio sismico.

Ma come funziona il sisma bonus e come si fa a beneficiare dell’agevolazione?

A partire dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021, le famiglie e le imprese che effettuano interventi di riduzione del rischio sismico di immobili ricadenti nelle zone 1, 2 e 3, di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, possono beneficiare di una detrazione IRPEF al 70% sulle spese sostenute se si verifica il passaggio ad una classe inferiore di rischio sismico, ovvero all’80% se gli interventi di ristrutturazione comportano la riduzione di ben due classi di rischio.

In ogni caso è importante sottolineare che la spesa massima agevolabile non deve superare i 96.000€, ivi comprese le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili, e che, a differenza del bonus “tradizionale”, il sisma bonus 2018 si recupera in 5 quote annuali di pari importo (non più in dieci).

Per quel che riguarda i condomini, invece, fino 31 dicembre 2021, per gli interventi di riduzione del rischio sismico effettuati sulle parti comuni e sull’intero edificio, la detrazione è del 75% se detti interventi portano al passaggio di una classe inferiore di rischio; fino all’85% se il passaggio è di due classi di rischio. Anche in questo caso le detrazioni si applicano su un ammontare di spesa massimo di 96.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Sempre in materia di condomini, la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un maxi sconto per le attività combinate di messa in sicurezza dal rischio sismico e di riqualificazione energetica di edifici condominiali ricadenti nelle zone 1, 2 e 3.

L’agevolazione in questione dà diritto ad una detrazione dell’80% se i lavori portano al passaggio ad una classe inferiore di rischio e ad una detrazione dell’85% se si migliora di due classi. In tal caso, l’importo della spesa non deve superare i 136.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio e si ricupera in 10 quote annuali di pari importo.

In merito è importante sottolineare che la nuova detrazione che fonde eco bonus e sisma bonus non va a sostituire l’incentivo per la messa in sicurezza sismica degli edifici, né tanto meno quello relativo alla riqualificazione energetica degli edifici. Si tratta, dunque, di un incentivo aggiuntivo sia rispetto all’eco bonus che al sisma bonus fino ad oggi in vigore.

Da ultimo, con la nuova Legge di Bilancio le detrazioni per gli interventi antisismici possono essere fruite anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Ma, nel dettaglio, quali sono gli interventi agevolabili?

Nel sisma bonus 2018 rientrano i seguenti tipi di interventi e lavori:

– Spese per far eseguire i lavori;

– Spese per la progettazione ed altre prestazioni professionali connesse;

– Spese per le prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;

– Spese per la messa in sicurezza degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 per quanto riguarda gli impianti elettrici e a metano;

– Spese per l’acquisto dei materiali;

– Compenso corrisposto per la certificazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;

– Spese per perizie e sopralluoghi;

– IVA, bollo e diritti per eventuali concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori;

– Oneri di urbanizzazione;

– Altri eventuali costi sempre relativi alla realizzazione degli interventi e agli obblighi stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

Per usufruire dell’agevolazione il cittadino deve far eseguire e pagare tutti i lavori e le prestazioni professionali tramite bonifico parlante, indicando l’apposita causale, e poi scontare la detrazione tramite la dichiarazione dei redditi.

È altresì importante che il contribuente conservi determinati documenti quali le autorizzazioni, copia di bonifici e fatture, ricevute di pagamento IMU, delibera assembleare di approvazione dell’intervento e tabella millesimale di ripartizione delle spese in caso di lavori condominiali e notifica preliminare ASL ove prevista dalla normativa.

La notizia della proroga del sisma bonus di sicuro sarà accolta positivamente da tutti i contribuenti, in particolare da coloro che risiedono nelle zone ad alto rischio sismico del Paese.

Ed invero, grazie alla previsione di tale agevolazione fiscale, i cittadini saranno maggiormente incentivati ad effettuare interventi di messa in sicurezza gli edifici; il che, si auspica, servirà a scongiurare, in caso di sopravvenute future calamità naturali, il ripetersi di eventi catastrofici e letali come quelli verificatisi in passato.

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Avv. Davide Torcello, titolare dell’omonimo Studio Legale Tributario

Dott. Bruno Catena, titolare dell’omonimo Studio Dottori Commercialisti

Dott.ssa Manuela Carnevale, assistente presso la Cattedra di Diritto Tributario e borsista di ricerca della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo

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“Resto al Sud”: Nuova Agevolazione per i Giovani Imprenditori

Oggi 21.06.2017 è entrata in vigore la nuova agevolazione per i Giovani imprenditori denominata “Resto al Sud” (D.L. n.91 pubblicato in G.U. n.141 del 20 giugno 2017) a sostegno della nascita e della crescita di nuove imprese giovanili nelle Regioni del Mezzogiorno.

Vediamo, brevemente, in cosa consiste:

L’agevolazione sarà rivolta ai giovani tra i 18 e i 35 anni di età residenti in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia che hanno costituito o intendono costituire (entro 60 giorni dalla data di comunicazione di ammissione alle agevolazioni) imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa in una di tali regioni, e che non risultino già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’auto-imprenditorialità.

Ma attenzione ai requisiti! Sono agevolati i progetti relativi alla produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato o dell’industria, ovvero relativi alla fornitura di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore. Sono escluse le attività libero professionali e del commercio.

Le agevolazioni saranno concesse ai sensi e nei limiti del regime “de minimis”, di cui ai Regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013, e consisteranno in un finanziamento fino ad un massimo di 40.000 euro per ciascun richiedente. Qualora l’istanza sia presentata da più soggetti in forma societaria, il finanziamento sarà di 40.000 euro a socio fino a un massimo di 200.000 euro a società.

L’intervento finanziario per il 35% sarà a fondo perduto e per il restante 65% dovrà essere rimborsato in 8 anni a tasso zero (di cui primi 2 anni di pre-ammortamento).

Le domande di accesso ai finanziamenti potranno essere presentate, fino ad esaurimento delle risorse stanziate, in via telematica a Invitalia, che dovrà valutare il progetto proposto entro 60 giorni.

Restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti ed informazioni.

Studio Catena – Dottori Commercialisti

Sisma Bonus 2017-2021: Convegno Comune di Città Sant’Angelo

Sisma Bonus 2017-2021: Convegno Comune di Città Sant’Angelo

Il “Sisma Bonus 2017-2021” è la nuova agevolazione, inserita con la Legge di Bilancio 2017 approvata 11/12/2016 n° 232, G.U. 21/12/2016, che prevede la possibilità di fruire di un incentivo minimo del 50% e di un maggiore incentivo nei casi di interventi per adeguamento antisismico con riduzione della classe di rischio complessivo dopo la «classificazione sismica degli edifici».

Nel Convegno tenutosi il 21 Aprile 2017 alle ore 18.00, presso il Teatro Comunale nel centro storico del Comune di Città Sant’Angelo, l’agevolazione “Sisma Bonus” è stata illustrata dai vari esperti e tecnici sia sugli aspetti prettamente tecnici per le attività operative di adeguamento antisismico che sugli aspetti puramente fiscali.

A livello fiscale è intervenuto il Dottor Bruno Catena illustrando gli aspetti principali del “Sisma Bonus”.

A seguito di questo primo convegno si riportano di seguito le slide di sintesi dell’argomento trattato dallo Studio Catena.

SLIDE : Sisma_Bonus

Rottamazione delle cartelle: conveniente, ma occhio alle scadenze per non perdere i benefici.

Con la conversione in Legge dell’art. 6 Decreto n. 193/16, nella Legge n. 225/2016, è stata introdotta la possibilità di una definizione agevolata per tutti quei contribuenti con dei carichi affidati ad Equitalia ed altri Enti impositori dal 01.01.2000 al 31.12.2016.

Il vantaggio di questa definizione agevolata è la possibilità di ridurre il ‘peso’ dell’intera cartella mediante l’eliminazione delle somme dovute a titolo di sanzioni ed interessi di mora, che nella maggior parte dei casi rappresenta un buon 50% del totale dovuto.

Per poter aderire alla rottamazione occorre presentare il modello di adesione predisposto dall’Agenzia delle Entrate entro il 31.03.2017. Entro il successivo 31.05.2017 l’Agenzia comunicherà quanto dovuto.

La somma da corrispondere per chiudere la posizione dei carichi affidati ad Equitalia dovrà essere versata in un’unica rata o in un massimo di cinque (3 nel 2017, 2 nel 2018).

Ma attenzione, se non si rispettano le scadenze si decade dai benefici di Legge, ovvero:

– al mancato versamento;

– al tardivo versamento,

riprenderanno le azioni esecutive di Equitalia ed il debito residuo non potrà più essere dilazionato.

Regime di cassa anche per le semplificate (Legge di Stabilità 2017)

Regime di cassa per tutte le imprese in contabilità semplificata con decorrenza dal periodo di imposta 2017. Se prima dell’approvazione si discuteva sull’eventuale opzione del regime di cassa, questo è quanto si evince ora in via definitiva con l’approvazione della Legge di Stabilità 2017 da parte del Senato. L’importante novità fa riferimento alle modifiche apportate all’attuale testo dell’art. 66 del Tuir, che si applicherà tal quale per l’ultima volta per il periodo di imposta 2016, introducendo un cambio di rotta sul principio di determinazione del reddito per tutte le imprese minori (imprese individuali, Snc, Sas) passando dall’attuale principio di competenza (reddito determinato sulla base della somma algebrica dei componenti positivi e dei componenti negativi) a quello di cassa (reddito determinato come differenza tra componenti positivi <percepiti> e <spese sostenute>) dal 2017.

A livello operativo, con il venir meno del criterio della competenza economica, risulteranno irrilevanti:

– le voci delle rimanenze finali e quelle iniziali, fermo restando la deducibilità dell’importo delle rimanenze finali dell’anno precedente in cui si applicava il principio di competenza;

– i componenti positivi e negativi che hanno già concorso alla determinazione del reddito al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione passando da un periodo di imposta soggetto alla determinazione del reddito secondo il principio di cassa a un periodo di imposta soggetto alla determinazione del reddito secondo il principio di competenza, e viceversa.

Studio Catena

Scadenza saldo Imu-Tasi prevista per il 16 Dicembre

Entro il 16 Dicembre occorrerà provvedere al versamento del saldo Imu e Tasi dovute per il periodo d’imposta 2016. In molti casi si tratta di versare la stessa somma pagata a giugno a meno che nel corso dell’anno non siano intervenute modifiche:

– alla situazione del patrimonio immobiliare, con cessioni, acquisti o locazioni;

– alle aliquote di Imu e Tasi mediante successive delibere comunali entro il 28 ottobre 2016 (si ricorda a tal proposito che per ciascun Comune è prevista la possibilità di apportare variazioni rispetto a quanto già previsto).

Ai fini Imu risultano esenti le abitazioni principali e pertinenze, fabbricati assimilati, fabbricati rurali strumentali e immobili invenduti non locati di proprietà delle aziende immobiliari; resta invece prevista e dovuta su tutti gli altri fabbricati, sui terreni agricoli (eccetto quelli situati in località montane ed espressamente classificati come tali dalla circolare n. 9/1993) e sulle aree edificabili.

Ai fini Tasi risultano esenti i terreni agricoli, mentre resta prevista e dovuta su tutti gli altri immobili ad esclusione dell’abitazione principale.

Tra le principali novità se ne sottolineano alcune:

– esenzione Imu e Tasi sull’abitazione principale (ad eccezione delle A/1, A/8, A/9);

– esenzione Tasi per l’inquilino in affitto su seconda casa del proprietario;

– per i contribuenti, senza Partita Iva, è prevista la possibilità di pagare con F24 cartaceo anche per importi superiori ai 1.000,00 €;

– Imu e Tasi ridotte se l’affitto è a canone concordato;

– esenzione Tasi per chi vive oltre confine (iscritti Aire).

Per qualsiasi informazione e casistica particolare restiamo a vostra completa disposizione.

Studio Catena

 

Novità per la “rottamazione dei ruoli”.

Ampliati i periodi di imposta, il numero di rate e la tempistica delle somme affidate agli agenti della riscossione durante l’iter parlamentare ed i lavori di conversione in legge del Decreto n. 193/16.

Tra le modifiche apportate durante la fase di conversione della Legge di Stabilità 2017 ci sono i nuovi termini per la presentazione della domanda di sanatoria da parte dei contribuenti. Il termine è fissato al 31 Marzo 2017.

Novità per le cartelle esattoriali notificate fino al 31 Dicembre 2016, le quali potranno essere incluse e formare oggetto della definizione agevolata evitando il pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora.

Confermata la possibilità di procedere ad una rottamazione parziale, si potrà quindi chiedere la definizione agevolata anche solo di alcuni dei ruoli indicando unicamente i riferimenti  delle cartelle di pagamento a cui si riferiscono.

Novità sul numero delle rate con cui è possibile regolarizzare la propria posizione con Equitalia, originariamente previste in un massimo di 4 rate ed ora in un massimo di 5. Quanto alla distribuzione delle rate per gli anni 2017-2018 il Decreto prevede che nel corso del 2017 dovranno essere versate rate di pari importo nel numero massimo di tre, mentre per il 2018 dovranno essere versate le restanti due ugualmente di pari ammontare di cui l’ultima scadente entro il 30 Settembre 2018.