FLAT TAX: NOVITA’ IN ARRIVO? UN PO’ DI CHIAREZZA.

Da mesi si fa un gran parlare di “flat tax”.  In cosa consiste? E’ una tassa che si applica ai redditi prodotti in maniera proporzionale. Un’aliquota uniforme che prescinde dalla quantità di reddito.

L’attuale tassazione sul reddito prodotto dalle persone fisiche (IRPEF) è invece caratterizzata da aliquote progressive che crescono in maniera più che proporzionale rispetto al reddito imponibile: dal 23% (scaglione fino a € 15.000,00) al 43% (scaglione oltre € 75.000,00) così come previsto dall’art. 11 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR DPR 917/86).

Riguardo invece alle persone giuridiche (srl, spa, coop, ecc.) il nostro Ordinamento Tributario già prevede una tassazione “flat tax”: l’IRES, infatti, ha un’unica aliquota (art. 77 TUIR) che prescinde dalla quantità di reddito (24%).

Secondo i programmi del Governo apparsi sulla stampa (anche specializzata) tutte le aliquote sopra riportate saranno sostituite da un’unica tassazione al 15% (flat tax appunto).

Quanto sopra, a prescindere dalle evidenti problematiche da affrontare al fine di quadrare i conti dello Stato, pone anche dei problemi di natura costituzionale. L’art. 53 Cost., infatti, recita “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

L’applicazione generalizzata di una flat tax al nostro ordinamento imporrebbe quindi una preventiva modifica costituzionale. Alcuni esponenti del Governo hanno successivamente precisato che le aliquote previste potrebbero essere due (15% e 18%) e che, attraverso il mantenimento del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, sarebbe comunque assicurata la progressività richiesta dalla Costituzione della Repubblica, pur in presenza di un’unica aliquota (o due).

A oggi è allo studio presso il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) l’ampliamento delle soglie di fatturato per le c.d. “microimprese” che possono aderire al regime forfetario (ora fatturato annuo max € 50.000,00). Tale regime prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva fissa nella misura del 15% sul reddito calcolato applicando al fatturato (su cui non si applica l’IVA) dei coefficienti di redditività (diversi secondo il settore di attività). Aumentando la soglia di fatturato annuo con la quale è possibile aderire al regime forfetario (€ 100.000,00) si amplierebbe la base delle imprese cui è possibile applicare una “flat tax” sia pur su un reddito calcolato forfetariamente. In questo senso si esprime il sottosegretario al MEF, On. Massimo BITONCI, in un’intervista apparsa sul Sole 24 Ore (“Mini-imprese, con la flat tax 1,7 miliardi di tasse in meno” a firma a firma Marco Mobili)  in edicola oggi (7 agosto 2018).

Seguiremo con attenzione l’evoluzione delle novità in tema fiscale nella convinzione che, flat tax o non flat tax, è urgente e non rinviabile un intervento sul sistema impositivo che ora prevede aliquote fiscali e contributive non più sostenibili dal sistema delle imprese.

                                                                                                        Dott. Bruno Catena

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